Multa e dati del conducente: cosa fare se non ricordi chi guidava
Aggiornato a settembre 2026. Hai ricevuto una multa che comporta la perdita di punti, ma non ricordi chi stava guidando l’auto?
È sufficiente rispondere semplicemente:
“Non ricordo chi guidava”?
No, non automaticamente.
Quando il conducente non è stato identificato al momento della violazione, l’articolo 126-bis del Codice della Strada prevede normalmente che il proprietario del veicolo, oppure altro obbligato in solido, comunichi:
- i dati personali del conducente;
- i dati della sua patente di guida.
La norma prevede però anche la possibilità che esista un giustificato e documentato motivo che renda impossibile identificare chi era alla guida.
Non si tratta di un’esenzione automatica.
La situazione deve essere reale, concreta e adeguatamente giustificata. Inoltre, nel 2025 e nel 2026 la Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti quando il verbale principale viene impugnato.
✅ Il termine ordinario previsto dall’art. 126-bis è di 60 giorni.
✅ Nel 2026 la sanzione per l’omessa comunicazione senza giustificato e documentato motivo va da 291 € a 1.166 €.
✅ Una generica frase “non ricordo” non garantisce di evitare la sanzione.
✅ Se il verbale principale viene impugnato, la recente Cassazione ha chiarito quando nasce l’obbligo di comunicazione.
✅ Non indicare mai una persona diversa dall’effettivo conducente.
Quando bisogna comunicare chi era alla guida?
Il problema si presenta soprattutto quando una violazione viene accertata senza fermare immediatamente il conducente.
È il caso, per esempio, di determinate infrazioni rilevate tramite dispositivi automatici.
Quando:
- la violazione comporta una decurtazione di punti;
- il conducente non è già stato identificato;
il proprietario del veicolo, oppure altro obbligato in solido previsto dalla normativa, deve normalmente fornire all’organo di polizia:
- nome e cognome del conducente;
- dati personali richiesti;
- dati della patente di guida.
La comunicazione serve a fare in modo che i punti vengano sottratti alla patente di chi effettivamente guidava al momento dell’infrazione.
Quanto tempo ho per comunicare i dati del conducente?
La regola ordinaria dell’articolo 126-bis prevede:
dalla notifica del verbale di contestazione
È fondamentale leggere attentamente ciò che è riportato nel verbale.
L’organo accertatore indica normalmente anche:
- modulo da utilizzare;
- ufficio destinatario;
- modalità di trasmissione;
- eventuale procedura telematica;
- PEC, raccomandata o altri canali ammessi.
Non basta compilare il modulo: è importante poter dimostrare che la comunicazione è stata trasmessa correttamente e nei termini.
Cosa succede se non comunico i dati del conducente?
L’omessa comunicazione costituisce una violazione distinta rispetto all’infrazione originaria.
Il testo vigente dell’articolo 126-bis prevede, quando i dati non vengono forniti senza giustificato e documentato motivo, una sanzione amministrativa da:
per l’omessa comunicazione dei dati del conducente
È quindi una sanzione distinta dalla multa originaria.
Posso semplicemente pagare la seconda multa invece di perdere i punti?
Non è corretto interpretare l’articolo 126-bis come una normale possibilità di:
“pagare per non perdere i punti”.
La norma impone infatti un obbligo di collaborazione per identificare il conducente.
La sanzione pecuniaria aggiuntiva interviene quando tale obbligo non viene rispettato senza un motivo idoneo.
Se il conducente non viene identificato, i punti non possono essere automaticamente sottratti alla patente del proprietario soltanto perché il veicolo è intestato a lui.
Ma resta distinto l’eventuale illecito per omessa comunicazione.
E se davvero non ricordo chi guidava?
È questo il punto più delicato.
L’articolo 126-bis utilizza espressamente la formula:
Questo lascia spazio a situazioni nelle quali il proprietario, nonostante un comportamento diligente, non riesca realmente a ricostruire l’identità del conducente.
Ma non significa che sia sufficiente rispondere:
“Non ricordo.”
La giustificazione deve essere valutata sulla base delle circostanze concrete.
La Cassazione del 2018: quando “non ricordo” può avere rilievo?
Un precedente importante è l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 9555 del 18 aprile 2018.
Nel caso esaminato, la proprietaria aveva risposto alla richiesta dichiarando di non riuscire a individuare chi fosse alla guida.
Tra gli elementi valutati nel caso concreto vi erano:
- il notevole tempo trascorso dall’infrazione;
- il fatto che la vettura fosse utilizzata anche dal marito e dalle due figlie;
- la circostanza che una risposta fosse comunque stata fornita.
La Cassazione ha ribadito la distinzione tra:
Chi non risponde affatto
Ignora completamente la richiesta dell’autorità.
Chi risponde dichiarando di non essere in grado di identificare il conducente
Fornisce invece una dichiarazione negativa sostenuta da determinate giustificazioni.
In questo secondo caso spetta valutare se le motivazioni siano realmente idonee in relazione alla situazione concreta.
“L’auto la usiamo tutti” è una giustificazione sufficiente?
Non automaticamente.
La presenza di più persone che utilizzano lo stesso veicolo può essere uno degli elementi della situazione concreta.
Ma il proprietario deve comunque comportarsi con ragionevole diligenza.
Possono essere valutati, per esempio:
- quanto tempo è trascorso dall’infrazione;
- quante persone utilizzavano realmente la vettura;
- come veniva normalmente condivisa;
- eventuali documenti utili a ricostruire gli spostamenti;
- tentativi effettuati per identificare il conducente;
- credibilità complessiva della ricostruzione.
Meglio non rispondere oppure rispondere che non si conosce il conducente?
Non ignorerei mai la richiesta.
La giurisprudenza distingue nettamente le due situazioni.
❌ Nessuna risposta
Il proprietario non risponde all’invito e non rappresenta alcuna motivazione.
📄 Risposta motivata
Il proprietario risponde spiegando le ragioni concrete per cui sostiene di non riuscire a individuare il conducente.
Naturalmente rispondere non significa automaticamente ottenere ragione.
Conta l’idoneità del motivo addotto.
Cosa significa “documentato motivo”?
Non significa necessariamente che debba esistere un singolo documento capace di dimostrare matematicamente chi non stesse guidando.
Il punto è che le circostanze dichiarate devono poter essere sostenute dagli elementi concretamente disponibili.
Una risposta dovrebbe quindi essere:
- specifica;
- coerente;
- circostanziata;
- veritiera;
- supportata dagli elementi disponibili.
La valutazione dipende dalla situazione concreta.
Cosa controllare prima di dichiarare che non ricordi?
Prima di affermare di non essere in grado di identificare il conducente, prova realmente a ricostruire chi aveva utilizzato l’auto.
- calendario e appuntamenti;
- orari di lavoro;
- ricevute di parcheggio;
- pedaggi;
- pagamenti carburante;
- messaggi relativi a spostamenti o appuntamenti;
- eventuali prenotazioni;
- dati aziendali di assegnazione della vettura;
- altri elementi utili a ricostruire la disponibilità del mezzo.
Naturalmente non bisogna creare prove che non esistono.
Il punto è dimostrare di aver affrontato seriamente la richiesta.
Posso indicare una persona “a caso” per evitare la sanzione?
No.
I dati comunicati devono appartenere al conducente effettivo.
Una dichiarazione non veritiera resa a un’autorità può avere conseguenze ben diverse e più serie rispetto alla normale sanzione amministrativa per omessa comunicazione.
Se non riesci realmente a individuare chi guidava, rappresenta la situazione in modo veritiero.
E se ero io alla guida?
Se eri tu il conducente devi comunicare i tuoi dati secondo le indicazioni contenute nel verbale.
La decurtazione prevista viene attribuita al conducente responsabile della violazione.
Il proprietario del veicolo non perde automaticamente i punti soltanto in quanto intestatario dell’automobile.
Quando più persone utilizzano la stessa vettura possono diventare particolarmente importanti facilità di guida, sicurezza, consumi, dimensioni e cambio automatico.
Cosa cambia se il veicolo è intestato a una società?
L’articolo 126-bis disciplina anche il caso in cui il proprietario del veicolo sia una persona giuridica.
Il legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire i dati del conducente entro il termine previsto.
Per un’azienda è quindi particolarmente utile avere sistemi che permettano di ricostruire:
- a chi era assegnata la vettura;
- in quale periodo;
- quale dipendente l’utilizzava;
- eventuali consegne temporanee;
- chi era autorizzato alla guida.
La semplice affermazione:
“abbiamo molti dipendenti e molte auto”
non costituisce automaticamente un giustificato motivo.
E se faccio ricorso contro la multa principale?
Questo è uno dei punti più importanti aggiornati tra il 2025 e il 2026.
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 32988 del 17 dicembre 2025, ha affermato che la violazione per omessa comunicazione ex art. 126-bis si configura soltanto dopo la definizione dei procedimenti amministrativi o giudiziari proposti contro il verbale relativo all’infrazione principale.
In altre parole, secondo questo orientamento:
- finché è pendente il ricorso contro il verbale presupposto, non sorge nei termini ordinari l’illecito per mancata comunicazione;
- se il ricorso viene accolto e il verbale originario viene annullato, viene meno il presupposto della comunicazione;
- se il ricorso viene respinto, l’amministrazione deve formulare un nuovo invito e da quella notifica decorre il termine per adempiere.
Nel 2026 la Cassazione è tornata sul tema.
Tra le pronunce più recenti, le ordinanze n. 13604 dell’11 maggio 2026 e n. 15488 del 21 maggio 2026 hanno dato continuità a questo orientamento.
Il ricorso sospende quindi sempre e automaticamente qualsiasi adempimento?
È più prudente formulare la questione in termini precisi.
La recente giurisprudenza della Cassazione afferma che l’illecito per omessa comunicazione non si configura finché non viene definita l’impugnazione del verbale presupposto.
La gestione concreta degli atti ricevuti deve però essere valutata in relazione a:
- tipo di ricorso;
- verbale ricevuto;
- contenuto dell’invito;
- date di notifica;
- eventuali successive comunicazioni dell’amministrazione.
Per questo, in presenza di un contenzioso, è consigliabile evitare interpretazioni automatiche e verificare la documentazione.
Quanto tempo ha l’amministrazione per notificare la multa originaria?
Questo termine non deve essere confuso con i 60 giorni per comunicare il conducente.
L’articolo 201 del Codice della Strada prevede, come regola generale per le violazioni non contestate immediatamente:
dall’accertamento, nei casi ordinari previsti dalla norma
Esistono però situazioni particolari in cui:
- la decorrenza può essere differente;
- si applicano disposizioni specifiche;
- la notifica all’estero segue regole diverse;
- possono incidere particolari circostanze previste dalla legge.
Per questo non è corretto decidere la validità di un verbale guardando soltanto due date senza esaminarne il contenuto.
Perché il vecchio caso del 2018 non va letto con i termini di oggi?
La vicenda decisa con l’ordinanza n. 9555/2018 riguardava un’infrazione risalente al 2007.
Il contesto normativo e temporale era quindi differente dall’attuale.
Il valore di quella pronuncia, per questa guida, riguarda soprattutto il principio secondo cui bisogna distinguere:
- totale mancata risposta;
- dichiarazione negativa accompagnata da giustificazioni concrete.
Non bisogna invece trasferire automaticamente al 2026 ogni elemento temporale del caso del 2007.
Pagare la multa significa ammettere chi guidava?
Non necessariamente.
Il pagamento della sanzione relativa all’infrazione originaria e la comunicazione dei dati del conducente sono due aspetti distinti.
Quando la violazione comporta perdita di punti e il conducente non è stato identificato, è quindi necessario controllare anche la sezione del verbale dedicata all’articolo 126-bis.
Quando non si pone il problema della comunicazione successiva?
La richiesta prevista dall’art. 126-bis riguarda in particolare il caso in cui:
- la violazione comporta perdita di punti;
- il conducente non è stato identificato al momento dell’accertamento.
Se invece gli agenti hanno fermato il veicolo e identificato direttamente il conducente, l’identificazione successiva normalmente non si pone nello stesso modo.
Come comunicare correttamente i dati del conducente?
Non esiste un’unica procedura identica per qualsiasi Comune o forza di polizia.
Segui sempre le istruzioni riportate sul verbale.
- controlla il numero del verbale;
- verifica la targa;
- inserisci correttamente i dati del conducente;
- verifica i dati della patente;
- apponi le firme richieste;
- utilizza il canale indicato;
- rispetta il termine previsto;
- conserva la prova della trasmissione.
Posso controllare quanti punti ho sulla patente?
Sì.
Il saldo e le variazioni del punteggio possono essere consultati attraverso i servizi ufficiali del Portale dell’Automobilista.
Le informazioni sulle variazioni del punteggio vengono rese disponibili attraverso i servizi digitali previsti dal Ministero.
Puoi approfondire nella nostra guida iPatente: punti patente, scadenze e controlli.
Non ignorarla. Controlla verbale, date, modalità di risposta e se esistono eventuali ricorsi già presentati contro l’infrazione principale.
Comunicazione del conducente: domande frequenti
Quanto tempo ho per comunicare chi guidava?
La regola ordinaria dell’articolo 126-bis prevede 60 giorni dalla notifica del verbale. In presenza di un ricorso contro la violazione principale deve però essere considerata la recente giurisprudenza della Cassazione sulla nascita dell’obbligo dopo la definizione dell’impugnazione.
Quanto è la multa se non comunico i dati?
Nel 2026 l’articolo 126-bis prevede una sanzione da 291 a 1.166 euro quando i dati vengono omessi senza giustificato e documentato motivo.
Posso semplicemente scrivere “non ricordo chi guidava”?
Puoi rappresentare una reale impossibilità di identificare il conducente, ma una generica dichiarazione “non ricordo” non garantisce l’esclusione della sanzione. Le motivazioni devono essere valutabili nel caso concreto.
Cosa significa “giustificato e documentato motivo”?
Significa che l’impossibilità di identificare il conducente deve essere reale e sostenuta da circostanze specifiche e verificabili, non da una semplice affermazione generica.
Se l’auto la utilizzano marito, moglie e figli posso non indicare nessuno?
Non automaticamente. L’utilizzo da parte di più persone può essere uno degli elementi valutati, ma il proprietario deve comunque cercare diligentemente di ricostruire chi guidava.
Cosa succede se non rispondo proprio?
La totale omissione della comunicazione, quando manca un giustificato e documentato motivo, espone alla sanzione prevista dall’articolo 126-bis.
Posso indicare il proprietario anche se non so se guidava?
No. Devono essere comunicati i dati dell’effettivo conducente. Non bisogna indicare un nominativo soltanto per adempiere formalmente alla richiesta.
Posso indicare una persona diversa per non perdere i punti?
No. Non bisogna fornire dichiarazioni false all’autorità. Se non riesci realmente a individuare il conducente devi rappresentare correttamente la situazione.
Se pago la multa devo comunque comunicare il conducente?
Se la violazione comporta perdita di punti e il conducente non era stato identificato, il pagamento della sanzione pecuniaria non sostituisce automaticamente la comunicazione dei dati prevista dall’articolo 126-bis.
Se faccio ricorso contro la multa devo comunicare subito i dati?
La Cassazione ha affermato che l’illecito ex art. 126-bis si configura soltanto dopo la definizione del procedimento contro il verbale presupposto. In caso di rigetto del ricorso l’amministrazione deve formulare un nuovo invito, dal quale decorre il termine per la comunicazione.
La Cassazione ha confermato questo principio anche nel 2026?
Sì. Tra le pronunce recenti, le ordinanze n. 13604 dell’11 maggio 2026 e n. 15488 del 21 maggio 2026 hanno dato continuità all’orientamento secondo cui l’obbligo rilevante ai fini sanzionatori deve essere valutato dopo la definizione dell’impugnazione del verbale principale.
Se il ricorso viene accolto cosa succede?
Secondo la recente giurisprudenza, con l’annullamento del verbale presupposto viene meno anche il fondamento dell’obbligo collegato a quella violazione.
Se il ricorso viene respinto?
La recente Cassazione afferma che l’amministrazione deve inviare un nuovo invito alla comunicazione e dalla sua notifica decorre il termine di 60 giorni.
Una società deve indicare chi guidava?
Sì. Quando il proprietario è una persona giuridica, il legale rappresentante o un delegato deve fornire i dati secondo quanto previsto dall’articolo 126-bis.
L’azienda può dire che ha troppi dipendenti per sapere chi guidava?
Questa circostanza, da sola, non costituisce automaticamente una giustificazione. È importante disporre di procedure che permettano di sapere a chi erano affidati i veicoli.
Quanto tempo c’è normalmente per notificare il verbale originario?
L’articolo 201 prevede in via generale 90 giorni dall’accertamento quando la violazione non viene contestata immediatamente, ferma restando l’esistenza di casi particolari disciplinati dalla legge.
Dove posso controllare i punti della patente?
Il saldo punti può essere consultato attraverso i servizi ufficiali del Portale dell’Automobilista e gli altri servizi digitali previsti dal Ministero.
Non ricordo chi guidava: cosa fare in pratica
- Leggi attentamente il verbale, comprese modalità e termini di risposta.
- Verifica se la violazione comporta punti e se il conducente era già stato identificato.
- Prova realmente a ricostruire chi guidava utilizzando gli elementi disponibili.
- Se individui il conducente, comunica i dati corretti.
- Se esiste una reale impossibilità, spiegala in modo preciso e veritiero.
- Se hai presentato ricorso contro la multa principale, verifica la procedura alla luce della giurisprudenza più recente.
- Non fornire mai nominativi falsi.
- Conserva copia della risposta e prova dell’invio.
Il principio da ricordare è semplice:
“Non sapere chi guidava” può avere rilievo soltanto quando rappresenta una situazione reale e adeguatamente giustificata, non quando viene utilizzato come formula generica per evitare la decurtazione dei punti.
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Pagina aggiornata a settembre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono l’esame del singolo verbale o la consulenza di un professionista. Termini, notifiche, ricorsi e modalità di comunicazione devono essere verificati sulla documentazione effettivamente ricevuta.
Postato il 05 maggio
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