Targa estera in Italia 2026: regole per residenti, REVE e sanzioni
Aggiornato a settembre 2026. Un residente in Italia può guidare un’auto con targa estera? Dopo quanto tempo deve immatricolarla in Italia? E quando è obbligatoria l’iscrizione al REVE?
Su questo argomento circolano ancora molte informazioni basate sulla vecchia normativa.
In particolare, la precedente regola secondo cui un residente in Italia da oltre 60 giorni non poteva normalmente circolare con un veicolo immatricolato all’estero non rappresenta più la disciplina generale vigente.
Oggi bisogna distinguere soprattutto tra:
- veicolo estero di proprietà della persona che acquisisce la residenza in Italia;
- veicolo intestato a una persona o società residente all’estero ma utilizzato da un residente in Italia;
- veicolo di proprietà di lavoratori frontalieri nelle situazioni previste;
- veicolo aziendale estero utilizzato esclusivamente per attività lavorativa;
- veicolo condotto da un non residente in Italia.
In questa guida vediamo come funziona la targa estera nel 2026, quando scattano i 3 mesi, quando è obbligatorio il REVE, quali documenti servono e quali sanzioni sono previste.
✅ Se possiedi un veicolo immatricolato all’estero e acquisisci la residenza anagrafica in Italia, devi normalmente immatricolarlo in Italia entro 3 mesi.
✅ Se il veicolo appartiene invece a una persona o società residente all’estero, devi poter dimostrare titolo e durata della disponibilità.
✅ Il documento deve essere sottoscritto dall’intestatario con data certa e deve essere tenuto a bordo.
✅ Se la disponibilità supera 30 giorni, anche non continuativi, nell’anno solare, nei casi previsti è obbligatoria la registrazione al REVE.
✅ Le successive variazioni della disponibilità di un veicolo già registrato devono essere annotate nei termini previsti.
✅ Esistono importanti eccezioni per alcune categorie di soggetti e utilizzi.
⚠️ La vecchia soglia generale dei 60 giorni non deve più essere utilizzata come regola ordinaria per tutti i residenti.
La vecchia regola dei 60 giorni è ancora valida?
Non come regola generale.
La disciplina introdotta nel 2018 aveva previsto un divieto molto più ampio per chi risiedeva in Italia da oltre 60 giorni e utilizzava un veicolo con targa estera.
Successivamente la normativa è cambiata.
Nel 2026 il riferimento fondamentale è l’articolo 93-bis del Codice della Strada.
se trovi semplicemente scritto “dopo 60 giorni di residenza non puoi guidare un’auto con targa estera”, stai probabilmente leggendo una spiegazione basata sulla normativa precedente.
Oggi bisogna prima capire:
- chi è proprietario del veicolo;
- dove risiede il proprietario;
- dove risiede il conducente;
- per quale titolo viene utilizzata l’auto;
- per quanto tempo ne dispone il conducente.
Caso 1: l’auto con targa estera è di proprietà del residente in Italia
È il caso più semplice.
Se una persona possiede un’automobile immatricolata all’estero e successivamente acquisisce la residenza anagrafica in Italia, il veicolo è ammesso a circolare a condizione che venga immatricolato in Italia entro:
dall’acquisizione della residenza anagrafica in Italia
La regola riguarda:
- autoveicoli;
- motoveicoli;
- rimorchi;
immatricolati in uno Stato estero e di proprietà della persona che ha acquisito la residenza italiana.
Esempio: trasferimento dalla Germania all’Italia
Immaginiamo una persona residente in Germania che possiede un’automobile immatricolata in Germania.
Trasferisce poi la propria residenza anagrafica in Italia.
✅ Può inizialmente utilizzare la vettura con la targa tedesca nelle condizioni previste.
✅ Deve avviare le formalità necessarie per la nazionalizzazione.
✅ Entro tre mesi dall’acquisizione della residenza il veicolo deve essere immatricolato in Italia.
Caso 2: il residente italiano guida l’auto di una persona residente all’estero
La situazione cambia completamente quando il conducente residente in Italia non coincide con l’intestatario del veicolo estero.
In questo caso deve normalmente essere custodito a bordo un documento dal quale risultino:
- titolo della disponibilità;
- durata della disponibilità;
- sottoscrizione dell’intestatario;
- data certa.
Questo permette di dimostrare perché il residente italiano sta utilizzando un veicolo intestato a una persona o società estera.
Cosa significa “titolo di disponibilità”?
È il rapporto in base al quale il conducente può utilizzare legittimamente il veicolo.
Può derivare, a seconda del caso concreto, da:
- comodato;
- leasing;
- locazione;
- rapporto aziendale;
- altro titolo giuridicamente valido.
Il documento deve essere sempre tenuto in auto?
Sì, quando si applica la disciplina dell’articolo 93-bis comma 2.
Il documento che dimostra titolo e durata della disponibilità deve essere custodito a bordo.
In caso di controllo permette di dimostrare immediatamente:
- chi è il proprietario;
- perché il conducente utilizza l’auto;
- da quando;
- per quanto tempo.
Cos’è il REVE?
REVE significa:
Registro dei Veicoli Esteri
È un elenco presente nel sistema informativo del Pubblico Registro Automobilistico nel quale vengono registrati determinati veicoli immatricolati all’estero utilizzati da soggetti residenti o aventi sede in Italia.
La registrazione non significa automaticamente immatricolare il veicolo con targa italiana.
REVE e immatricolazione italiana sono infatti due procedure differenti.
Quando è obbligatorio il REVE?
Quando un residente in Italia dispone di un veicolo intestato a un soggetto residente all’estero, l’obbligo di registrazione scatta nei casi previsti quando la disponibilità supera:
anche non continuativi nell’anno solare
Quindi non è necessario utilizzare la vettura per 30 giorni consecutivi.
Possono essere sommati periodi differenti di disponibilità nell’arco dell’anno.
Esempio pratico dei 30 giorni
Supponiamo che un residente in Italia utilizzi l’auto intestata a un familiare residente all’estero:
10 giorni a gennaio;
12 giorni ad aprile;
15 giorni ad agosto.
I periodi non sono consecutivi, ma complessivamente superano i 30 giorni nell’anno.
Se ricorrono le altre condizioni previste dall’articolo 93-bis, bisogna quindi valutare l’obbligo di registrazione al REVE.
Chi deve effettuare la registrazione REVE?
La registrazione è posta a carico dell’utilizzatore quando ricorrono le condizioni previste.
Se il veicolo viene registrato e successivamente cambia la disponibilità, la norma prevede anche l’aggiornamento delle variazioni.
In particolare, ogni successiva variazione della disponibilità del veicolo registrato deve essere annotata entro:
3 GIORNI
secondo le modalità previste dalla disciplina applicabile.
Dove si registra il veicolo al REVE?
La pratica viene effettuata presso uno sportello PRA.
ACI indica che è necessaria la prenotazione dell’appuntamento.
Al termine della pratica viene rilasciata un’attestazione di registrazione REVE.
L’attestazione contiene:
- un QR code per verificarne l’autenticità;
- il codice identificativo del veicolo;
- le informazioni relative alla registrazione.
Quali documenti servono per il REVE?
La documentazione cambia in base alla situazione concreta.
Per il caso tipico del residente in Italia che utilizza un veicolo intestato a un soggetto residente all’estero per oltre 30 giorni nell’anno, ACI richiede normalmente:
- istanza compilata e firmata;
- documento di identità dell’utilizzatore;
- codice fiscale;
- copia del documento di circolazione estero;
- titolo con data certa che dimostri il legittimo utilizzo;
- eventuale traduzione richiesta per la documentazione straniera;
- ricevuta dei pagamenti previsti.
Per documenti provenienti da Paesi extra UE o redatti soltanto in lingua straniera possono essere necessarie specifiche traduzioni o attestazioni di conformità.
Quanto costa il REVE nel 2026?
ACI indica attualmente:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Emolumenti ACI | 27,00 € |
| Imposta di bollo | 16,00 € |
| IPT | Variabile secondo veicolo e provincia |
Prima della pratica è opportuno verificare l’importo IPT relativo al caso concreto.
Controlla sempre provenienza, documenti, VIN, proprietà, eventuali adempimenti fiscali e corretta immatricolazione prima di acquistare.
Auto aziendale estera: bisogna sempre iscriverla al REVE?
No.
ACI indica un’esclusione specifica per i veicoli immatricolati all’estero utilizzati da un lavoratore dipendente residente in Italia:
solo ed esclusivamente per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
In questo caso l’obbligo REVE non si applica anche se l’utilizzo supera i 30 giorni.
Il conducente deve però avere a bordo la documentazione che dimostra:
- il rapporto di lavoro;
- l’utilizzo del mezzo aziendale nell’ambito dell’attività lavorativa.
se il veicolo aziendale viene utilizzato anche per esigenze personali, non dare per scontato che l’esclusione continui ad applicarsi nello stesso modo. Va verificata la situazione concreta.
E se il proprietario residente all’estero è presente a bordo?
L’articolo 93-bis prevede una specifica eccezione quando:
il proprietario del veicolo residente all’estero è presente a bordo.
In tale situazione non trovano applicazione i normali obblighi dei primi due commi dell’articolo 93-bis nei termini previsti.
ACI richiama in questo caso la disciplina dell’articolo 132 per la circolazione dei veicoli esteri condotti da non residenti.
Posso guidare l’auto straniera dei miei genitori?
Il rapporto familiare non basta.
Se sei residente in Italia e utilizzi stabilmente un’automobile intestata, per esempio, a:
- un genitore residente all’estero;
- un fratello residente all’estero;
- un altro familiare residente all’estero;
bisogna comunque verificare:
- chi è l’intestatario;
- dove risiede;
- titolo della disponibilità;
- durata;
- documento con data certa;
- eventuale obbligo REVE.
L’eccezione relativa alla presenza del proprietario estero a bordo è una situazione differente dall’utilizzo autonomo e prolungato del veicolo da parte del residente italiano.
Esistono ancora casi in cui vale la soglia dei 60 giorni?
Sì.
La soglia dei 60 giorni non è scomparsa completamente dal Codice.
Non rappresenta più però la regola generale per chiunque abbia una targa estera.
Un caso importante riguarda i lavoratori residenti in Italia che:
- svolgono un’attività professionale in uno Stato limitrofo o confinante;
- possiedono un veicolo immatricolato in quello Stato.
Per questa categoria l’articolo 93-bis prevede l’obbligo di registrazione entro:
60 GIORNI DALL’ACQUISIZIONE DELLA PROPRIETÀ DEL VEICOLO
Lavoratore frontaliero con auto propria estera
La disciplina riguarda lavoratori subordinati o autonomi che:
- sono residenti in Italia;
- lavorano professionalmente in uno Stato limitrofo o confinante;
- circolano con veicolo di loro proprietà immatricolato in tale Stato.
In questo caso il mezzo deve essere registrato secondo la disciplina prevista dall’articolo 93-bis.
I veicoli regolarmente registrati in questa situazione possono essere condotti, nelle condizioni previste, anche dai familiari conviventi residenti in Italia.
“60 giorni” esiste ancora in una disciplina specifica, ma non va riutilizzato come vecchia regola generale per qualsiasi targa straniera.
Veicolo immatricolato a San Marino: esiste un’eccezione?
Sì.
L’articolo 93-bis prevede una disciplina specifica per determinati conducenti residenti in Italia che utilizzano veicoli immatricolati nella Repubblica di San Marino.
L’eccezione riguarda veicoli nella disponibilità di imprese sammarinesi con le quali il conducente è legato da:
- rapporto di lavoro subordinato;
- oppure collaborazione continuativa.
Non si tratta però di una regola da estendere automaticamente alle auto immatricolate in altri Paesi.
Quali altre eccezioni prevede l’articolo 93-bis?
La norma prevede specifiche esclusioni anche per alcune categorie particolari.
Tra queste rientrano, nelle condizioni previste:
- residenti nel Comune di Campione d’Italia;
- determinato personale civile e militare della Pubblica Amministrazione in servizio all’estero;
- personale delle Forze Armate e di Polizia in servizio all’estero presso organismi internazionali o basi militari;
- determinati familiari conviventi all’estero;
- il caso in cui il proprietario residente all’estero sia presente a bordo.
Queste eccezioni sono specifiche e non devono essere interpretate in modo estensivo.
Cosa rischio se possiedo l’auto estera e non la immatricolo entro tre mesi?
L’articolo 93-bis prevede per il proprietario che consente la circolazione violando gli obblighi previsti dai commi interessati una sanzione da:
L’organo accertatore:
- ritira il documento di circolazione;
- intima la regolarizzazione;
- ordina l’immediata cessazione della circolazione;
- dispone trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio.
Il veicolo viene restituito dopo la verifica dell’adempimento.
Posso portare l’auto fuori dall’Italia invece di immatricolarla?
Nei casi previsti, l’intestatario del documento di circolazione estero può chiedere all’organo accertatore di essere autorizzato a lasciare il territorio italiano anziché procedere all’immatricolazione o registrazione.
Il veicolo deve essere condotto oltre confine:
- seguendo la via più breve;
- rispettando le prescrizioni ricevute.
Cosa succede se manca il documento con titolo e durata della disponibilità?
Se il residente in Italia utilizza il veicolo intestato a un soggetto estero senza avere a bordo il documento previsto dal primo periodo del comma 2, la sanzione è:
Nel verbale viene imposto di esibire il documento entro 30 giorni.
È inoltre previsto il fermo amministrativo del veicolo secondo le condizioni stabilite dalla norma.
Il mezzo viene riconsegnato dopo l’esibizione della documentazione oppure, comunque, trascorso il periodo previsto dalla legge.
Cosa succede se non registro l’auto al REVE?
Quando la registrazione è obbligatoria e non viene effettuata, la sanzione prevista dall’articolo 93-bis è molto più elevata:
Mancata registrazione REVE o mancato aggiornamento nei casi previsti
Il documento di circolazione viene inoltre ritirato e restituito soltanto dopo l’adempimento delle prescrizioni non osservate.
Cosa succede se cambia l’utilizzatore del veicolo?
Se il veicolo è già registrato nel REVE e cambia la disponibilità, il sistema deve essere aggiornato.
L’articolo 93-bis prevede che ogni successiva variazione venga annotata entro tre giorni da chi cede la disponibilità del mezzo.
Anche il trasferimento di residenza o sede del soggetto interessato deve essere gestito secondo la disciplina prevista.
Un non residente può guidare normalmente un’auto con targa estera in Italia?
Sì, secondo una disciplina differente.
Fuori dai casi dell’articolo 93-bis, l’articolo 132 del Codice della Strada prevede che un veicolo immatricolato in uno Stato estero possa essere ammesso a circolare in Italia, con il documento di immatricolazione dello Stato di origine, per un periodo massimo di:
1 ANNO
quando siano rispettate anche le eventuali formalità doganali e le altre condizioni applicabili.
Prima di applicare qualsiasi limite temporale bisogna individuare correttamente residenza, proprietà e titolo di utilizzo.
Sto comprando un’auto usata con targa estera: cosa devo controllare?
Un’automobile proveniente dall’estero può essere perfettamente regolare.
Richiede però particolare attenzione alla documentazione.
- ✅ documento di immatricolazione estero;
- ✅ numero di telaio – VIN;
- ✅ provenienza del veicolo;
- ✅ documentazione relativa alla proprietà;
- ✅ documentazione di acquisto;
- ✅ eventuali adempimenti fiscali;
- ✅ eventuali formalità doganali;
- ✅ documentazione tecnica richiesta;
- ✅ corretta immatricolazione italiana quando necessaria;
- ✅ Documento Unico italiano al termine della procedura.
Nazionalizzazione di un’auto usata estera: cosa significa?
Quando un veicolo usato proveniente dall’estero deve essere immatricolato in Italia, si parla comunemente di nazionalizzazione.
La pratica permette, dopo gli adempimenti previsti, di:
- iscrivere il veicolo negli archivi italiani;
- ottenere la targa italiana;
- ottenere il Documento Unico.
Documentazione e procedura possono cambiare in funzione:
- del Paese di provenienza;
- del fatto che sia UE o extra UE;
- della documentazione tecnica;
- della posizione fiscale e doganale;
- della tipologia di veicolo.
Per questo eviterei di acquistare un’auto estera contando semplicemente di “fare le targhe dopo” senza aver prima verificato che tutta la documentazione sia corretta.
Auto importata: controlla sempre il VIN
Una delle verifiche più importanti è la corrispondenza del numero di telaio o VIN.
Deve essere coerente tra:
- veicolo;
- documentazione estera;
- documentazione di acquisto;
- eventuale successivo Documento Unico italiano.
Sul Documento Unico italiano il VIN è riportato alla voce:
Numero di identificazione del veicolo
Puoi approfondire nella nostra guida completa alla carta di circolazione e alle relative sigle.
Documento Unico italiano: quando viene rilasciato?
Quando la procedura di nazionalizzazione viene completata, il veicolo viene iscritto negli archivi previsti e viene emesso il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà.
Puoi approfondire nella nostra guida al Documento Unico.
Auto estera e situazione PRA: sono la stessa verifica?
No.
La provenienza estera del veicolo e gli eventuali vincoli registrati negli archivi italiani sono aspetti differenti.
Quando il veicolo è stato correttamente immatricolato in Italia, è opportuno controllare anche:
- intestazione;
- fermo amministrativo;
- ipoteche;
- pignoramenti;
- altri gravami eventualmente registrati.
Puoi leggere la nostra guida su fermo amministrativo, vincoli e gravami al PRA.
Origine estera, documenti, VIN, chilometraggio, manutenzione, immatricolazione e condizioni tecniche devono essere valutati insieme.
Targa estera 2026: domande frequenti
Un residente in Italia può guidare un’auto con targa estera?
Sì, ma dipende da chi possiede il veicolo e dal titolo con cui viene utilizzato. Se l’auto estera è di sua proprietà e ha appena acquisito la residenza italiana deve normalmente immatricolarla in Italia entro tre mesi.
È ancora valida la vecchia regola dei 60 giorni?
Non come regola generale. Oggi l’articolo 93-bis distingue proprietà, residenza e titolo di disponibilità. I 60 giorni rimangono in specifiche situazioni, come quella prevista per determinati lavoratori frontalieri.
Quanto tempo ho per immatricolare in Italia la mia auto estera?
Se possiedi già il veicolo estero e acquisisci la residenza anagrafica in Italia, la regola generale prevede l’immatricolazione italiana entro tre mesi.
Cos’è il REVE?
È il Registro dei Veicoli Esteri gestito nel sistema informativo del PRA, utilizzato per registrare determinati veicoli con targa estera ai quali non si applica l’obbligo di ottenere targhe italiane.
Dopo quanti giorni è obbligatorio il REVE?
Quando un residente in Italia dispone di un veicolo intestato a un soggetto residente all’estero per oltre 30 giorni, anche non consecutivi nell’anno solare, nei casi previsti occorre effettuare la registrazione REVE.
Devo avere un documento a bordo?
Quando il residente italiano non coincide con l’intestatario estero deve normalmente essere custodito a bordo il documento, sottoscritto con data certa dall’intestatario, che dimostra titolo e durata della disponibilità.
Quanto costa iscrivere un veicolo al REVE?
ACI indica 27 euro di emolumenti, 16 euro di imposta di bollo e IPT variabile secondo tipo di veicolo e provincia.
L’attestazione REVE va tenuta in auto?
Sì. ACI indica che l’attestazione di registrazione deve essere portata a bordo ed esibita in caso di controllo.
Se cambia l’utilizzatore devo aggiornare il REVE?
Sì. L’articolo 93-bis prevede che le successive variazioni della disponibilità vengano annotate entro tre giorni secondo le modalità applicabili.
Posso guidare l’auto estera dei miei genitori?
Il rapporto familiare non elimina automaticamente gli obblighi. Se sei residente in Italia e il proprietario risiede all’estero devi verificare titolo, durata, documentazione a bordo ed eventuale registrazione REVE.
Se il proprietario residente all’estero è in macchina con me serve il REVE?
L’articolo 93-bis prevede una specifica eccezione quando il proprietario del veicolo residente all’estero è presente a bordo.
Un’auto aziendale estera deve essere sempre iscritta al REVE?
No. ACI indica un’esclusione per il dipendente residente in Italia che utilizza il veicolo estero esclusivamente per lo svolgimento dell’attività lavorativa e può documentarlo.
I frontalieri hanno una regola diversa?
Sì. I lavoratori residenti in Italia che svolgono attività in uno Stato limitrofo o confinante e possiedono un veicolo lì immatricolato devono registrarlo entro 60 giorni dall’acquisizione della proprietà, nelle condizioni previste dall’articolo 93-bis.
Quanto è la multa se non immatricolo l’auto propria nei termini?
L’articolo 93-bis prevede, per la violazione delle disposizioni interessate, una sanzione da 400 a 1.600 euro, oltre alle ulteriori misure previste sul documento e sul veicolo.
Quanto è la multa se non ho a bordo il documento di utilizzo?
La sanzione prevista è da 250 a 1.000 euro, con obbligo di esibire il documento entro 30 giorni e fermo amministrativo nelle condizioni stabilite dalla norma.
Quanto è la multa se non iscrivo l’auto al REVE?
Nei casi in cui la registrazione è obbligatoria, la sanzione prevista è da 712 a 3.558 euro e il documento di circolazione viene ritirato fino alla regolarizzazione.
Un turista straniero può circolare con la propria auto in Italia?
Fuori dai casi dell’articolo 93-bis, l’articolo 132 consente normalmente ai veicoli esteri condotti da non residenti di circolare fino a un anno, nel rispetto delle condizioni e delle eventuali formalità doganali applicabili.
Se compro un’auto usata estera devo controllare anche il numero di telaio?
Sì. Il VIN deve essere coerente tra vettura, documentazione estera, documenti di acquisto ed eventuale successivo Documento Unico italiano.
Targa estera 2026: le regole da ricordare
- La vecchia regola generale dei 60 giorni non è più quella da utilizzare.
- Auto estera propria + nuova residenza italiana: normalmente 3 mesi per immatricolarla in Italia.
- Auto di un soggetto estero: servono titolo e durata della disponibilità documentati.
- Il documento deve avere data certa e deve essere tenuto a bordo.
- Oltre 30 giorni anche non consecutivi nell’anno può scattare l’obbligo REVE.
- Le variazioni successive della disponibilità devono essere aggiornate.
- Esistono eccezioni per specifiche categorie e utilizzi.
- I frontalieri hanno una disciplina specifica con il termine di 60 giorni dall’acquisizione della proprietà.
- Prima di acquistare un’auto importata verifica sempre documentazione, provenienza e VIN.
La domanda giusta non è più “sei residente da oltre 60 giorni?”
Nel 2026, davanti a un’auto con targa estera, bisogna invece chiedersi:
1️⃣ Chi è proprietario del veicolo?
2️⃣ Dove risiede il proprietario?
3️⃣ Dove risiede il conducente?
4️⃣ Per quale titolo utilizza il veicolo?
5️⃣ Per quanto tempo ne dispone?
6️⃣ Serve immatricolazione italiana oppure registrazione REVE?
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Prima di raggiungerci verifica la disponibilità della vettura che ti interessa.
Pagina aggiornata a settembre 2026. Le regole possono cambiare in funzione della proprietà del veicolo, della residenza di proprietario e conducente, del titolo e della durata della disponibilità, del Paese di immatricolazione e degli eventuali adempimenti fiscali o doganali. Nei casi particolari è opportuno verificare preventivamente la posizione presso PRA, Motorizzazione o un professionista abilitato.
Postato il 01 gennaio
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