Targhe storiche 2026: come ottenere la targa d’epoca per un’auto storica
Aggiornato a settembre 2026. Hai un’auto storica che negli anni ha perso la sua vecchia targa? Oppure stai valutando l’acquisto di un veicolo di interesse storico e collezionistico reimmatricolato con una targa moderna?
Nel 2026 è possibile, nei casi previsti dalla normativa, richiedere una targa storica ufficiale conforme alla grafica utilizzata nel periodo della prima immatricolazione, costruzione o circolazione del veicolo.
Quando i dati presenti negli archivi lo consentono, può inoltre essere recuperata la numerazione storicamente associata al veicolo.
La procedura non è più soltanto una possibilità prevista sulla carta: il decreto attuativo è operativo dal 2023 e, dal novembre 2025, una nuova procedura MIT–ACI ha sostituito le precedenti istruzioni operative.
Nel 2026 è stata inoltre resa concretamente possibile la riproduzione delle targhe con grafica storica anche per veicoli immatricolati dal 1931, comprendendo quindi periodi precedenti al 1952.
Vediamo quindi chi può richiedere una targa storica, quanto costa, come funziona la procedura nel 2026, quando serve il CRS e quali controlli effettuare prima di acquistare un’auto storica.
✅ La procedura per ottenere le targhe storiche ufficiali è operativa.
✅ Riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico che rientrano nelle condizioni previste dalla normativa.
✅ Nei casi previsti è possibile recuperare la numerazione della prima iscrizione al PRA o altra numerazione storica risultante dagli archivi.
✅ È possibile ottenere una targa con grafica coerente con il periodo storico del veicolo.
✅ Le targhe sono prodotte attraverso il sistema ufficiale, non sono semplici repliche decorative.
✅ Per gli autoveicoli soggetti a iscrizione PRA viene rilasciato il moderno Documento Unico.
✅ Il contributo per la produzione della targa è di 549 € per gli autoveicoli.
✅ Per motoveicoli e macchine agricole il contributo è di 274,50 €.
✅ Dal 2026 la riproduzione comprende anche veicoli immatricolati dal 1931, superando le precedenti limitazioni relative alle targhe ante 1952.
Cosa è cambiato per le targhe storiche?
La possibilità di recuperare targhe conformi a quelle storicamente associate al veicolo deriva dalla modifica dell’articolo 93 del Codice della Strada introdotta dalla Legge 30 dicembre 2020 n. 178.
La norma ha previsto, per determinate categorie di veicoli di interesse storico e collezionistico, la possibilità di ottenere:
- la targa della prima iscrizione al PRA;
- oppure una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo;
- in entrambi i casi con grafica conforme a quella storica applicabile.
Per alcuni anni mancava però la disciplina operativa necessaria per rendere concretamente utilizzabile questa possibilità.
Il passaggio decisivo è arrivato con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 4 agosto 2023, n. 188, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel settembre 2023.
DAL 2023 LA TARGA STORICA È DIVENTATA UNA PROCEDURA CONCRETAMENTE UTILIZZABILE
Novità 2026: nuova procedura operativa dal novembre 2025
Per il 2026 bisogna considerare un ulteriore aggiornamento importante.
Con la circolare MIT n. 33941 del 20 novembre 2025 è stata approvata una nuova procedura operativa per il rilascio dei documenti di circolazione e proprietà con contestuale assegnazione delle targhe storiche.
La precedente circolare operativa del 24 novembre 2023 è stata espressamente abrogata.
Tra le novità della nuova procedura troviamo:
- una disciplina aggiornata e integrata delle pratiche;
- un procedimento alternativo e opzionale per determinati veicoli già circolanti;
- la possibilità di ridurre il periodo durante il quale il veicolo resta inutilizzabile in attesa della nuova targa;
- il superamento delle precedenti limitazioni produttive relative alle targhe anteriori al 1952.
Dal 2026 sono disponibili anche targhe storiche anteriori al 1952?
Sì, ma è utile essere precisi.
La nuova procedura ha rimosso le precedenti limitazioni relative alla riproduzione delle targhe con grafica storica per i veicoli antecedenti al 1952.
ACI ha successivamente precisato nel febbraio 2026 che il sistema consente la riproduzione delle targhe storiche per veicoli:
comprese quindi le grafiche precedenti al 1952
È una novità importante per i veicoli più antichi, che in precedenza non potevano beneficiare pienamente della riproduzione ufficiale della grafica storica.
Targa storica significa recuperare fisicamente la vecchia targa?
No.
Se la vecchia targa originale è stata smarrita, distrutta o comunque non esiste più, la procedura non può ovviamente recuperare materialmente quell’oggetto.
Viene invece prodotta oggi una:
TARGA UFFICIALE CON CARATTERISTICHE STORICHE
realizzata secondo la procedura prevista e, nei casi applicabili, con la numerazione storicamente associata al veicolo.
una targa materialmente originale conservata dall’epoca e una targa storica ufficiale prodotta oggi secondo la normativa.
Posso riavere la stessa numerazione della prima targa?
Nei casi previsti, sì.
L’articolo 93 consente di richiedere la targa della prima iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico.
Gli archivi della Motorizzazione e del PRA sono quindi fondamentali per verificare quale numerazione fosse storicamente associata al veicolo.
La norma contempla inoltre la possibilità di ottenere una targa del periodo storico di costruzione o circolazione.
Quale vecchia targa posso scegliere se l’auto ne ha avute più di una?
La storia di molti veicoli d’interesse collezionistico può essere complessa.
Nel corso dei decenni un’automobile può aver avuto più targhe per:
- reimmatricolazioni;
- cambi di provincia nel vecchio sistema;
- furto;
- smarrimento;
- deterioramento;
- distruzione.
Quando negli archivi risultano più targhe precedentemente attribuite, la pratica deve essere valutata sulla base dei dati disponibili e della numerazione che può essere legittimamente riassegnata.
Chi può chiedere una targa storica?
La procedura riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico previsti dall’articolo 60 del Codice della Strada e dalla disciplina applicabile.
Non basta quindi che l’automobile abbia semplicemente molti anni.
AUTO VECCHIA ≠ AUTOMATICAMENTE VEICOLO DI INTERESSE STORICO E COLLEZIONISTICO
Il Decreto Dirigenziale n. 468/2023 riferisce la procedura ad autoveicoli, motoveicoli e macchine agricole iscritti nei registri previsti dall’articolo 60 del Codice della Strada e già immatricolati in Italia.
Tra i registri previsti dalla disciplina rientrano quelli riconosciuti dalla normativa vigente.
Veicolo storico e veicolo d’epoca sono la stessa cosa?
Nel linguaggio comune spesso vengono confusi, ma giuridicamente è meglio distinguerli.
Il Codice della Strada distingue i:
- veicoli di interesse storico e collezionistico;
- veicoli d’epoca in senso tecnico.
La procedura di cui parliamo riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico che possiedono i requisiti previsti.
Quali veicoli possono rientrare nella procedura?
La disciplina comprende diverse situazioni amministrative.
Tra le principali rientrano:
- veicoli radiati d’ufficio;
- veicoli radiati per esportazione;
- determinati veicoli radiati per ritiro su area privata secondo la precedente normativa;
- determinati veicoli radiati per demolizione prima del 30 giugno 1998, esclusi quelli interessati da incentivi statali alla rottamazione;
- veicoli mai dismessi dalla circolazione per i quali venga richiesta la reimmatricolazione con targa storica;
- determinati veicoli privi di targhe e documenti che risultino comunque ricostruibili attraverso gli archivi;
- veicoli ancora muniti di targa storica originale nei casi di furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della targa stessa.
Caso 1: auto storica radiata dal PRA
La procedura può riguardare veicoli di interesse storico e collezionistico precedentemente iscritti e successivamente radiati nei casi ammessi dalla normativa.
Per questi veicoli la pratica è normalmente più articolata rispetto a quella relativa a un veicolo che continua regolarmente a circolare.
A seconda della situazione possono essere necessari:
- titolo di proprietà;
- Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica o altra attestazione prevista;
- documentazione tecnica;
- verifica dei dati negli archivi ANV e PRA;
- eventuale verifica tecnica del veicolo;
- ulteriore documentazione richiesta dalla specifica fattispecie.
Al termine positivo dell’istruttoria possono essere emessi il Documento Unico e la targa storica richiesta.
Caso 2: auto storica già circolante ma ritargata
È uno dei casi più interessanti per i collezionisti.
Immaginiamo una vettura originariamente immatricolata negli anni Sessanta o Settanta che nel corso della propria vita abbia ricevuto una targa moderna per:
- deterioramento delle precedenti targhe;
- furto;
- smarrimento;
- distruzione;
- precedente reimmatricolazione.
Se il veicolo possiede i requisiti previsti, può essere possibile ottenere nuovamente una targa storica coerente con la sua storia amministrativa.
La nuova procedura 2025 consente inoltre, per i casi previsti, di ridurre il periodo durante il quale il veicolo deve rimanere fermo in attesa della produzione della targa.
Serve sempre il Certificato di Rilevanza Storica?
Non bisogna dare una risposta identica per qualsiasi pratica.
La documentazione varia in funzione:
- della storia amministrativa del veicolo;
- del fatto che sia già classificato come veicolo di interesse storico e collezionistico;
- della presenza o meno dei documenti;
- dell’eventuale precedente radiazione;
- del tipo di reimmatricolazione richiesta.
Il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica – CRS compare nella documentazione prevista per diverse procedure.
Per i veicoli già classificati come storici nella documentazione di circolazione, la situazione può essere differente rispetto a un mezzo che deve ancora dimostrare tale qualifica.
Storica o recente, prima dell’acquisto controlla sempre documentazione, numero di telaio, situazione PRA e storia disponibile della vettura.
Viene rilasciato anche il vecchio libretto originale?
No, non viene materialmente ricreato il vecchio libretto cartaceo dell’epoca.
Per i veicoli soggetti alla disciplina PRA, la procedura attuale porta all’emissione del moderno:
DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE E DI PROPRIETÀ
Per le categorie non soggette a iscrizione PRA vengono applicate le relative procedure documentali previste.
Se vuoi approfondire puoi leggere la nostra guida al Documento Unico di Circolazione.
Quanto costa una targa storica nel 2026?
Il contributo ufficiale previsto per la produzione della targa storica è attualmente pari a:
| Tipo di veicolo | Contributo produzione targa |
|---|---|
| Autoveicoli | 549,00 € |
| Motoveicoli e macchine agricole | 274,50 € |
Il contributo viene versato attraverso la piattaforma PagoPA secondo la procedura prevista.
Al costo possono aggiungersi diritti, imposte di bollo, emolumenti PRA e l’eventuale compenso richiesto da uno studio di consulenza automobilistica.
Prima di avviare la pratica è quindi consigliabile chiedere un preventivo complessivo aggiornato.
Chi produce materialmente le targhe storiche?
Le targhe vengono realizzate attraverso il sistema ufficiale e la produzione coinvolge l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Non si tratta quindi di una targhetta realizzata privatamente per fini estetici o per esposizione.
Una replica privata della vecchia targa può essere usata per circolare?
Non va confusa con la targa ufficiale.
Una replica prodotta privatamente a fini:
- estetici;
- collezionistici;
- fotografici;
- espositivi;
non sostituisce la targa di circolazione rilasciata attraverso la procedura prevista dalla legge.
Se desideri utilizzare su strada la targa storica, devi seguire la procedura ufficiale.
Dove si presenta la richiesta?
La pratica coinvolge gli uffici competenti della Motorizzazione e, per i veicoli soggetti a iscrizione, il PRA.
A seconda della specifica procedura può essere gestita anche tramite uno Sportello Telematico dell’Automobilista o uno studio di consulenza automobilistica abilitato.
La prima cosa da fare non è ordinare la targa, ma verificare:
- qual è la situazione amministrativa del veicolo;
- quali targhe risultano negli archivi;
- quale pratica deve essere presentata;
- quale documentazione è richiesta.
Perché PRA e Motorizzazione sono così importanti?
Perché la procedura si basa anche sulla ricostruzione della storia amministrativa della vettura.
Gli archivi possono contenere informazioni relative a:
- precedenti targhe;
- prima immatricolazione;
- iscrizioni al PRA;
- trascrizioni di proprietà;
- radiazioni;
- successive reimmatricolazioni;
- altre vicende amministrative risultanti.
Questi dati permettono di verificare se la numerazione richiesta sia realmente collegabile alla specifica automobile.
Cos’è l’estratto cronologico PRA?
L’estratto cronologico PRA è particolarmente utile quando si vuole approfondire la storia giuridico-amministrativa di una vettura.
Può aiutare a ricostruire le formalità registrate nel tempo a partire dalla prima iscrizione.
Per un’auto storica può quindi essere utile per verificare:
- precedenti intestazioni;
- vecchie targhe;
- radiazioni;
- reimmatricolazioni;
- altre formalità presenti negli archivi.
Non deve essere confuso con una certificazione delle condizioni meccaniche o dell’originalità tecnica dell’automobile.
Una targa storica aumenta il valore dell’auto?
Può aumentarne l’interesse collezionistico, ma non esiste una percentuale automatica.
Per molti appassionati una targa coerente con il periodo storico rappresenta un elemento positivo perché migliora:
- coerenza estetica;
- ricostruzione storica;
- interesse collezionistico.
Il valore complessivo di un veicolo storico dipende però anche da:
- modello;
- rarità;
- originalità;
- condizioni;
- qualità degli eventuali restauri;
- motore;
- interni;
- documentazione;
- provenienza;
- storia conosciuta del veicolo.
Targa storica e targa originale sono la stessa cosa?
No, dal punto di vista storico-collezionistico è utile distinguerle.
Targa originale
È la targa fisicamente assegnata al veicolo in passato e conservata sul mezzo fino a oggi.
Targa storica riprodotta oggi
È una nuova targa ufficiale prodotta attraverso la procedura attuale con grafica conforme al periodo storico e, nei casi previsti, con numerazione corrispondente a quella risultante dagli archivi.
Posso ottenere la “targa nera”?
Dipende dalla grafica storica applicabile alla specifica vettura.
La procedura non attribuisce genericamente una “targa nera” a qualsiasi auto anziana.
L’obiettivo è riprodurre le caratteristiche grafiche previste per il periodo storico pertinente.
Stai comprando un’auto storica? Cosa controllare prima
La targa può essere molto importante per un collezionista, ma rappresenta soltanto una parte della valutazione.
Prima dell’acquisto verifica:
- ✅ numero di telaio;
- ✅ corrispondenza tra telaio e documentazione;
- ✅ targa attuale e precedenti targhe risultanti;
- ✅ situazione PRA;
- ✅ eventuale CRS o altra documentazione storica;
- ✅ originalità di motore, carrozzeria e componenti principali;
- ✅ restauri effettuati;
- ✅ eventuali modifiche;
- ✅ provenienza;
- ✅ documentazione storica disponibile.
Numero di telaio e documenti devono coincidere
Quando si acquista qualsiasi auto usata, e ancora di più quando si tratta di un veicolo storico, uno dei primi controlli deve riguardare il numero di identificazione del veicolo – VIN.
Il numero presente fisicamente sull’automobile deve essere coerente con quello indicato nei documenti.
Sulla carta di circolazione o sul Documento Unico il VIN è riportato alla voce:
Numero di identificazione del veicolo
Puoi approfondire nella nostra guida completa alla carta di circolazione e al Documento Unico.
Controlla anche vincoli e gravami
L’interesse storico di un’automobile non elimina la necessità di controllarne la situazione giuridica.
Prima dell’acquisto verifica, quando applicabile:
- intestatario;
- fermi amministrativi;
- ipoteche;
- pignoramenti;
- altri vincoli o gravami risultanti al PRA.
Puoi approfondire nella nostra guida sui vincoli e gravami sui veicoli.
Quando acquisti un’auto usata non controllare soltanto prezzo e chilometraggio: verifica anche documenti, telaio, revisioni e storia disponibile della vettura.
Non comprare un’auto storica basandoti soltanto sulla targa
Una bella targa storica può essere affascinante e migliorare molto la coerenza estetica di una vettura.
Ma non dimostra automaticamente:
- ❌ completa originalità del veicolo;
- ❌ assenza di importanti restauri;
- ❌ correttezza del chilometraggio;
- ❌ assenza di modifiche;
- ❌ perfette condizioni meccaniche;
- ❌ elevato valore economico.
Un acquisto di questo tipo deve essere valutato nel suo insieme.
Targhe storiche 2026: domande frequenti
È possibile ottenere la vecchia targa di un’auto storica?
Nei casi previsti dalla normativa è possibile ottenere una targa storica ufficiale coerente con la numerazione risultante dagli archivi oppure con il periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo.
Mi restituiscono fisicamente la mia vecchia targa?
Se la vecchia targa non esiste più viene prodotta una nuova targa ufficiale conforme alla grafica storica applicabile. Non viene naturalmente recuperato l’oggetto fisico originario smarrito o distrutto.
La targa storica è una semplice replica?
No. È prodotta attraverso la procedura ufficiale prevista dalla normativa e diventa la targa di circolazione del veicolo. Non va confusa con una replica decorativa privata.
Posso riavere la numerazione della prima immatricolazione?
Nei casi e alle condizioni previste è possibile richiedere la targa della prima iscrizione al PRA. La possibilità concreta dipende dai dati presenti negli archivi e dalla disponibilità della numerazione secondo la normativa.
Mi danno anche un libretto identico a quello degli anni Sessanta?
No. Per le normali vetture soggette a iscrizione PRA la procedura attuale porta all’emissione del moderno Documento Unico. La grafica storica riguarda la targa, non la riproduzione materiale del vecchio libretto.
Quanto costa la targa storica di un’auto nel 2026?
Il contributo ufficiale per la produzione è di 549 euro per un autoveicolo. Vanno poi aggiunti gli altri costi amministrativi della pratica ed eventualmente il compenso dello studio di consulenza utilizzato.
Quanto costa la targa storica di una moto?
Il contributo per la produzione è di 274,50 euro per motoveicoli e macchine agricole, oltre agli ulteriori costi amministrativi applicabili alla pratica.
Serve sempre il CRS?
La documentazione necessaria dipende dalla specifica situazione del veicolo. Il CRS o l’attestazione prevista è richiesto in diverse fattispecie, mentre il fascicolo può essere differente quando il veicolo risulta già correttamente classificato come storico.
Un’auto semplicemente vecchia può avere la targa storica?
Non automaticamente. La procedura riguarda veicoli di interesse storico e collezionistico che possiedono i requisiti previsti dalla disciplina applicabile.
Posso avere la targa nera?
Soltanto quando la grafica storicamente applicabile alla specifica vettura corrisponde a quella tipologia. Non è possibile scegliere liberamente una grafica soltanto per motivi estetici.
Si possono produrre targhe antecedenti al 1952?
Sì. Nel 2026 la riproduzione ufficiale è stata estesa ai veicoli immatricolati dal 1931, comprendendo quindi anche targhe appartenenti al periodo precedente al 1952.
Chi produce le targhe?
La produzione avviene attraverso il sistema ufficiale che coinvolge l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Posso continuare a usare l’auto mentre aspetto la nuova targa?
La nuova procedura introdotta nel 2025 prevede, per i casi interessati, un procedimento alternativo che consente di ridurre i tempi di inibizione alla circolazione. La possibilità concreta dipende dalla specifica pratica e dalla fase in cui si trova il procedimento.
Una targa storica aumenta automaticamente il valore dell’auto?
No. Può aumentare interesse e coerenza storica, ma il valore dipende anche da modello, rarità, originalità, condizioni, qualità dei restauri e documentazione.
Targhe storiche 2026: cosa ricordare
- La procedura per le targhe storiche è operativa.
- Riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico previsti dalla normativa.
- Nei casi previsti può essere recuperata la numerazione storica risultante dagli archivi.
- La targa viene prodotta ufficialmente con grafica coerente con il periodo storico.
- Dal 2026 sono riproducibili anche targhe per veicoli immatricolati dal 1931.
- Il costo di produzione è 549 € per gli autoveicoli e 274,50 € per motoveicoli e macchine agricole.
- Al contributo vanno aggiunti gli altri costi della pratica.
- La documentazione richiesta cambia in base alla storia amministrativa del veicolo.
- La nuova procedura 2025 può ridurre il fermo dei veicoli già circolanti.
- Prima dell’acquisto controlla sempre PRA, telaio, documentazione e condizioni reali della vettura.
Conclusione: la targa storica è tornata davvero disponibile
Rispetto a pochi anni fa la situazione è cambiata profondamente.
Oggi esistono:
- una base normativa;
- un decreto attuativo;
- una procedura operativa;
- un sistema ufficiale di produzione delle targhe;
- la possibilità, nei casi previsti, di recuperare numerazioni storiche;
- la riproduzione di grafiche che dal 2026 comprendono anche veicoli immatricolati dal 1931.
Per chi possiede un veicolo storico ritargato, questa possibilità può restituire una maggiore coerenza estetica e storica alla vettura.
Ma se stai acquistando un’auto da collezione, non lasciare che la targa diventi l’unico elemento della valutazione.
Prima vengono telaio, documenti, storia PRA, originalità e condizioni. La targa completa la storia dell’auto, non la sostituisce.
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Prima di raggiungerci verifica la disponibilità della vettura che ti interessa.
Pagina aggiornata a settembre 2026. La documentazione, le verifiche tecniche e la procedura necessarie dipendono dalla storia amministrativa della specifica vettura. Prima di avviare una pratica per una targa storica verifica la posizione del veicolo presso Motorizzazione, PRA o uno Sportello Telematico dell’Automobilista.
Postato il 12 gennaio
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